peroccolo

March 30, 2006

Fumava 100 sigarette al giorno: 9 mesi di prigione

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Un accanito fumatore, da 100 sigarette al giorno, è stato condannato a nove mesi di carcere per aver infranto il divieto di fumare nei locali chiusi, in vigore dall’1 marzo scorso come disposto da governo del presidente del Paese, l’oncologo Tabare’ Vasquez.

Lo ha reso noto il quotidiano ‘El Pais’, precisando che si tratta del ristoratore Estaban Silva che, comunque, per ora non finira’ in prigione perche’ il suo legale ha immediatemente presentato appello.
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La scorsa settimana, Silva ha convocato la stampa nel suo locale e, sigaretta in mano, ha assicurato che nonostante il divieto i suoi clienti avrebbero potuto fumare senza problemi. E’ immediatamente scattata una multa per l’equivalente di 1.000 dollari, nonche’ la denuncia.

Per Silva, il pubblico ministero Diana Salva ha chieso 18 mesi di carcere ma il giudice Rolando Vomero, considerato anche che il ristoratore ha chiesto scusa per le sue esagitate dichiarazioni contro il divieto di fumare, l’ha ridotta a meta’

March 8, 2006

Mamma karateka mette in fuga i molestatori della figlia

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Cintura nera di karate a 50 anni. Per amore materno. E’ la storia di Valentina Ivanova, capace di mettere in fuga la gang di teppistelli che da mesi picchiava e terrorizzava sua figlia di 22 anni. “Ero stanca di veder tornare a casa Dànila piena di graffi e contusioni” ha dichiarato alla stampa russa la Ivanova, “quando me la sono trovata di fronte con i vestiti strappati, ho deciso di allenarmi nelle arti marziali”.
Mesi di duro lavoro, di allenamenti intensi, di esami passati per salire di grado fino all’ambita cintura nera. Quando Valentina ha visto i cinque teppistelli (vero incubo del quartiere in cui vive) molestare per l’ennesima volta la figlia, come una vera guerriera si è lanciata all’attacco. Pugni, calci, acrobazie ed immobilizzazioni: la 50enne degna della Sposa interpretata da Uma Thurman in Kill Bill, ha messo in fuga i criminali di strada, guadagnandosi interviste e comparsate in tv.
“Per mesi ho aspettato l’occasione buona” ha raccontato alla stampa la mamma emula di Bruce Lee, “poi mi è capitato di vedere Danila presa a schiaffi e spintoni da uno di quei ceffi, mentre gli altri stavano tutto attorno a ridersela, ho potuto fargliela pagare. Non mi pento di quello che ho fatto, ne sono orgogliosa. Anche perché troppo spesso la polizia arriva in ritardo, quando magari c’è già scappato il morto”. Per la cronaca, nessun agente si è presentato alla porta della mamma karateka per contestarle un abuso di legittima difesa.

progetta bara con la spazio per riviste a luci rosse

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Teme che risvegliandosi si trovi solo, senza spazio e soprattutto senza le donne della sua vita. Così un pensionato russo ha progettato e realizzato una bara più spaziosa delle altre per farci stare le riviste a luci rosse e, soprattutto nel caso si svegliasse, avere lo spazio per poterle sfogliare.
Vladimir Villisov che ha 65 anni e non è sposato ha spiegato, che le ragazze delle riviste a luci rosse lo hanno accompagnato per tutta la sua vita e quindi intende portarsele anche nel suo ultimo viaggio. Soprattutto teme che risvegliandosi si possa annoiare. Intanto in attesa della definitiva sistemazione l’uomo cerca di abituarsi alla futura dimora e ogni tanto si rinchiude dentro per alcune ore sempre accompagnato dalle immancabili riviste a luci rosse.
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l’artista che dipinge con i seni

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Che ormai si dipinga usando le tecniche più bizzarre è un fatto assodato. Così, alla faccia del dripping con cui Jackson Pollock ha rivoluzionato l’arte pittorica, l’artista Di Peel (vive e lavora in Tasmania) usa i suoi grossi seni come pennelli. E a colpi di seno si fa strada nelle gallerie d’arte. Partita con tele di medie proporzioni, vendute in serie di minimo 10 pezzi a 40 dollari l’uno, Di Peel vede crescere vertiginosamente le sue quotazioni.
“Amo pensare a me come una grossa donna piena di vita e di voglia di comunicare” dice la Peel di sé, “per questo i miei quadri richiamano le forze della natura. Come grandi onde, raggi di sole, stesure cangianti di colori che simboleggiano l’energia in movimento”. Singolare anche il suo modo di firmare le opere: “Uso i miei capezzoli”.
Di Peel ha allestito il suo studio vicino alla cucina: “In tal modo” spiega ancora, “posso cucinare per i miei due figli e dipingere senza perdere troppo tempo o sprecare energie”. Già, dipingere con il seno non è poi uno scherzo: per ogni stesura di colore, Di deve fare una doccia e cospargere da capo le sue mammelle. A ciascuno la sua fatica.